Per i curiosi e diffidenti

di Silvio Giannini

L’anno nuovo ci permette e, più coscientemente, ci obbliga ad una riflessione di quello che è stato l’anno passato. Per i più ottimisti, l’arrivo dell’anno nuovo è un punto di partenza per nuovi traguardi, nuove speranze e altrettante promesse. Lasciamo da parte per un secondo le promesse e concentriamoci invece sulle premesse.

La prima premessa è un patto che dobbiamo sottoscrivere con noi stessi: non accostare più alla parola giustizia il sostantivo “sistema”. La giustizia deve dare risposte, soluzioni ai problemi, tutele ai diritti e per questo motivo appare controproducente parlare di “sistema giustizia”, come spesso si legge sui giornali. La giustizia non è una lobby, non è neanche un mercato monopolistico con barriere all’entrata ( costi esorbitanti per chi vuole esercitare le professioni forensi) e zero ostacoli all’uscita ( si contino tutti gli avvocati italiani che si stanno cancellando dall’albo). La giustizia è una costola dell’intera società civile che abbiamo costruito nel corso dei secoli e può essere efficiente solo se tutta la società civile è volta al miglioramento ed al progresso. La giustizia non è, invece, e non deve essere un vaso di pandora dove raccogliere tutti i mali sperando che qualcuno munito di uno scettro, magari un giudice, possa risolverli. La giustizia è ( e deve essere ) ristoro, accoglienza, equità, eguaglianza e soprattutto fiducia.
Approfondiamo il significato di quest’ultima parola, “fiducia”, in contrapposizione al sottotitolo (“Per i curiosi e diffidenti”). I curiosi, per noi, sono quelli che ancora si spingono oltre, quelli che approfondiscono la conoscenza del diritto, quelli che posseggono la c.d. “curiositas”, sete di conoscenza che non conosce appagamento; quando abbiamo parlato di “curiosi”,nel sottotitolo, non facevamo riferimento ai potenziali lettori della nostra rivista ma a coloro che, nonostante i tempi di crisi e le ristrettezze a cui siamo chiamati a far fronte, con occhi nuovi e con una lente di ingrandimento vogliono esplorare il mondo del diritto, in tutte le sue parti e in tutte le sue sfaccettature. Passiamo ai “diffidenti”; anche in questo caso non intendevamo rivolgerci alla platea dei diffidenti della nostra rivista bensì ai “diffidenti” di cui parla l’enciclopedia Treccani: “Mancanza di fiducia negli altri per timore o per sospetto di essere ingannati”. Completiamo la frase aggiungendo alla parola “diffidenti” le parole “nei confronti della giustizia” e il puzzle ci da un risultato tragicomico. Si corre il rischio oggigiorno di non avere più fiducia ( leitmotiv di quest’articolo) nei confronti dei paladini della giustizia e dei garanti del quieto vivere.
Da dove deriva allora quest’allarme sociale che dobbiamo analizzare e non assecondare? Gli ultimi casi di cronaca giudiziaria impongono importanti riflessioni: l’esigua pena comminata alla Franzoni sicuramente è un buon punto di partenza per comprendere il disagio avvertito dai più nei confronti della giustizia; sicuramente l’assoluzione degli imputati nel processo che ha visto la morte di una persona, Stefano Cucchi, senza responsabili ne costituisce una base importante. Se volessimo aggiungere altri ingredienti all’impasto, la lista della spesa sarebbe lunga e costosa.

Ed ecco allora che la rivista “aboutIUS” cerca di portare ossigeno nuovo a polmoni grigi, offre possibilità ai tanti giovani confusi dall’incertezza del contingente momento storico di tornare a sperare e soprattutto,con occhio critico, non vedrà ciò che vuole vedere ma avrà occhi per guardare.