Diritto e cultura: insieme per il Turismo di Annaida Mari

Secondo la definizione dell’Organizzazione Mondiale del Turismo, OMT, agenzia delle Nazioni Unite, “il turismo culturale rappresenta tutti quei movimenti di persone motivati da scopi culturali come le vacanze studio, la partecipazione a spettacoli dal vivo, festival, eventi culturali, le visite a siti archeologici e monumenti, i pellegrinaggi. Il turismo culturale riguarda anche il piacere di immergersi nello stile di vita locale e in tutto ciò che ne costituisce l’identità e il carattere”[1]. Sicuramente i pellegrini e i giovani aristocratici che compivano il Grand Tour nel Settecento  rappresentano gli avi dei moderni turisti che viaggiano in giro per il mondo. Strumento di crescita umana e intellettuale, il Grand Tour rappresenta anche il primo grande esempio di viaggio filosofico e culturale, eseguito alla ricerca delle fonti dell’arte. L’Italia, considerata, da sempre, meta turistica per eccellenza, era una tappa obbligata per ammirare e studiare le innumerevoli opere d’arte antica e moderna. Durer, Mozart, Fugger, Goethe, sono solo alcuni dei celebri nomi che viaggiarono per l’Europa, soffermandosi anche in Italia.

Conosci il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d’oro. Un vento lieve spira dal cielo azzurro. Tranquillo è il mirto, sereno l’alloro. Lo conosci tu? Laggiù, laggiù. Vorrei con te, o mio amato, andare![2]”. Questa famosissima poesia di Goethe è diventata l’espressione classica della nostalgia verso l’amata Italia. Ammirando i monumenti immersi nella bellezza della natura, Goethe era solito affermare: “C’è proprio da diventar matti quando specialmente da lontano, si vede la chiarezza, la varietà, la luminosa trasparenza e le diverse tonalità di paesaggio[3]”. Certamente, il turismo culturale conosciuto attraverso il Grand Tour non era l’unica forma di viaggio possibile, ma grande fortuna ebbero anche i famosi pellegrinaggi. Oltre alla Terrasanta, richiamavano un ingente flusso di pellegrini anche centri minori come Santiago de Compostela, ma con l’istituzionalizzazione dei giubilei nel 1300 e la loro celebrazione sempre più solenne, Roma diventò la meta preferita dai pellegrini, visitatori e devoti. La diffusione dell’Umanesimo, anche grazie all’invenzione della stampa, riuscì poi a promuove occasioni di incontri e viaggi e la divulgazione delle varie esperienze che incarnavano le prime guide turistiche della storia. Nel corso del Settecento iniziò ad affermarsi anche il soggiorno alle terme, noto soprattutto nella cittadina di Bath, in Inghilterra. Alcuni studiosi ritengono che qui si sia sviluppata la prima vera manifestazione del turismo moderno, con la specializzazione della domanda e dell’offerta di servizi per il tempo libero e con la nascita di città urbanisticamente strutturate per l’accoglienza ai villeggianti. Naturalmente, coloro che usufruivano dei servizi erano per di più aristocratici e benestanti, che utilizzavano il turismo come strumento per evidenziare e consolidare la propria posizione sociale. Agli inizi dell’Ottocento inizierà poi a svilupparsi il turismo balneare con la fioritura di città come Nizza, Brighton, Cannes e si aumenterà anche l’attenzione sul piano dell’offerta, rappresentata dalla standarizzazione della vacanza, dalla presenza sul mercato di singoli operatori e di economie di scala nella composizione di pacchetti turistici. Attualmente, l’Italia con 51 siti inclusi nella lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità, detiene il primo posto nello sviluppo del turismo culturale, seguita da Cina, Spagna, Francia e Germania. Grazie al turismo di massa, sono nate imprese specializzate nell’organizzazione delle vacanze e nel marketing culturale: le agenzie di viaggio. L’articolo 18 del del Codice del Turismo, (decreto legislativo del 23 maggio 2011 n.79) definisce le agenzie di viaggio e turismo come imprese turistiche che esercitano congiuntamente o disgiuntamente attività di produzione, organizzazione ed intermediazione di viaggi e soggiorni e ogni altra forma di prestazione turistica a servizio dei clienti, siano essi di accoglienza che di assistenza, con o senza vendita diretta al pubblico, ivi compresi i compiti di assistenza e di accoglienza ai turisti, in conformità al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206 (il c.d. “Codice del Consumo”). E ancora al comma 2 del citato Codice del Turismo si legge che sono, altresì, considerate agenzie di viaggio le imprese esercenti in via principale l’organizzazione dell’attività di trasporto terrestre, marittimo, aereo, lacuale e fluviale quando assumono direttamente l’organizzazione di viaggi, crociere, gite ed escursioni comprendendo prestazioni e servizi aggiuntivi rispetto a Diritto e Cultura insieme per il turismoquelli strettamente necessari al trasporto ed altresì quelle che esercitano attività locali e territoriali di noleggio, nonché ogni altra impresa che svolge attività ricollegabili alle precedenti. Certamente, il consumatore di oggi è sempre più consapevole e capace, grazie alle moderne tecnologie, di organizzare da solo il proprio viaggio culturale. Sfruttare le potenzialità dei social network per costruire e mantenere relazioni, individuando specifiche nicchie e gruppi di interesse, è un obiettivo primario per i tour operator che operano oggi nel mercato turistico.

Le nuove norme del decreto attuativo per il tax credit per il turismo digitale, prevedono dal 2015 al 2019 il riconoscimento alle imprese di un credito di imposta del 30% dei costi sostenuti per investimenti nella digitalizzazione dell’offerta. Potranno essere dedotte spese per l’acquisto di siti e portali web e la loro ottimizzazione per i sistemi di comunicazione mobile, di programmi per automatizzare i servizi di prenotazione e vendita on line di servizi e pernottamenti, di servizi di comunicazione e marketing digitale, di spazi pubblicitari su piattaforme web specializzate, di progettazione, realizzazione e promozione digitale di proposte di offerta innovativa in tema di inclusione e di ospitalità per persone con disabilità e di impianti wi-fi. “Grazie alla digitalizzazione del sistema turistico italiano – ha asserito il Ministro Franceschini – saremo in grado di promuovere al meglio la cultura, il paesaggio e le eccellenze enogastronomiche delle tante realtà del Paese, creando opportunità di sviluppo sociale, economico e culturale per il territorio[4]”.

Tra i principi fondamentali e gli strumenti della politica del turismo in attuazione degli articoli 117 e 118 della Costituzione, la legge del 29 marzo 2001, n.135, nota come “Riforma della legislazione nazionale del turismo”, riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico e occupazionale del Paese nel contesto internazionale e dell’Unione europea, per la crescita culturale e sociale della persona e della collettivita’ e per favorire le relazioni tra popoli diversi. Per questo la valorizzazione e la tutela delle risorse ambientali e dei beni culturali, sono considerate attività primarie ai fini di uno sviluppo turistico sostenibile. Ciò che integra il processo di valorizzazione delle dotazioni culturali, sia materiali che immateriali, con le infrastrutture e gli altri settori produttivi connessi, viene oggi indicato come distretto culturale. Secondo il paradigma del distretto culturale evoluto, affinchè la cultura possa essere l’input di un processo complesso di sviluppo locale, non basta avere un ampio patrimonio culturale localizzato, non occorre solamente la presenza di amministrazioni capaci di attuare una policy in favore della valorizzazione e promozione culturale; bisogna operare attraverso uno scambio biderezionale, capace di attivare sinergie innovative con gli altri settori del sistema locale. Naturalmente, per un connubio possibile, bisogna che anche la legge italiana sia operativa. Grazie alla legge del 29 luglio 2014 n. 106, “Disposizioni urgenti per la tutela del patrimonio culturale, lo sviluppo della cultura e il rilancio del turismo”, sono state attuate delle misure per favorire lo sviluppo culturale e turistico: Art Bonus- Credito d’imposta per incentivare le erogazioni liberali a sostegno della cultura, misure urgenti per la semplificazione delle procedure di gara, disposizioni urgenti per riqualificare e migliorare le strutture ricettive turistico-alberghiere e favorire l’imprenditorialità nel settore turistico.

Secondo l’articolo 8 del Titolo III del Codice del Turismo, le strutture ricettive si suddividono in: strutture ricettive alberghiere e paralberghiere, strutture ricettive extralberghiere, strutture ricettive all’aperto e strutture ricettive di mero supporto.  E’ bene ricordare che per attività ricettiva si intende l’attività diretta alla produzione di servizi per l’ospitalità esercitata nelle strutture ricettive. Ai fini della conservazione e della tutela del patrimonio ricettivo, la legge del 17 maggio 1983 n. 217, la legge quadro per il turismo e gli interventi per il potenziamento e la qualificazione dell’offerta turistica, all’articolo 8 sottolinea l’obbligatorietà per le strutture ricettive di essere sottoposte al vincolo di destinazione, in quanto rispondente alla finalità di pubblico interesse e della utilità sociale. Sono esclusi dal vincolo di destinazione solamente gli alloggi rurali, gli alloggi gestiti da affittacamere e le case e gli appartamenti per le vacanze. Per favorire invece l’imprenditorialità nel settore turistico e promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale sono stati istituiti degli organi di programmazione e governo del sistema turistico. I principali sono: a livello internazionale, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, fondata nel 1975 per il coordinamento delle politiche e la promozione del turismo, avente sede a Madrid. Vi partecipano oltre 150 stati membri e più di 300 membri associati in rappresentanza del settore privato, del turismo scolastico ed e educativo, delle istituzioni locali di promozione turistica. L’Italia ha aderito all’organizzazione nel 1978. La XV Sessione dell’Assemblea Generale dell’ottobre 2003, ha ufficialmente approvato la trasformazione dell’Organizzazione in Agenzia specializzata delle Nazioni Unite, il cui nuovo “status” è stato definitivamente ratificato dall’Assemblea Generale ONU tenutasi a novembre 2003.
I membri dell’Organizzazione di distinguono in: membri effettivi (tutti gli Stati sovrani ed  i territori o gruppi di territori che hanno la responsabilità delle loro relazioni con l’estero), membri affiliati (le organizzazioni internazionali, intergovernative e non governative, che si occupano di tematiche specializzate in materia di turismo, nonché le organizzazioni commerciali e associazioni le cui attività sono in rapporto con gli scopi dell’Organizzazione o che rientrano nella sua competenza e gli osservatori. Gli Organi dell’OMT sono l’Assemblea Generale che si riunisce in sessione ordinaria ogni due anni; il Comitato Esecutivo (composto da 31 membri effettivi – eletti dall’Assemblea Generale, nonché dalla Spagna, membro permanente). Si riunisce almeno due volte all’anno. I membri restano in carica quattro anni.

A livello nazionale opera la Conferenza Stato- Regioni. La Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome è un organo collegiale dello Stato italiano finalizzato alla collaborazione istituzionale tra lo Stato e le autonomie locali. Quest’organo è stato riconosciuto per la prima volta il 12 ottobre 1983, con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. La Presidenza è affidata proprio al Presidente del Consiglio, mentre Vicepresidente è il Ministro degli Affari regionali. La Conferenza è composta dai Presidenti di Regioni e Province autonome, e possono partecipare alle sue riunioni i Ministri interessati ai temi trattati come anche i rappresentanti di amministrazioni dello Stato e di Enti pubblici. Non si tratta di un organo con competenze specifiche in campo turistico, in quanto essa ha lo scopo di raccordare la politica del governo e delle regioni, permettendo quindi una collaborazione tra l’amministrazione centrale e le amministrazioni locali e la partecipazione delle regioni alle scelte del governo nelle materie di interesse comune. La Direzione generale per il turismo, secondo la legge del 29 marzo 2001, n. 135, ha attribuito al Ministero delle attività produttive le funzioni e i compiti riservati allo Stato in materia di turismo, tra cui in particolare: il coordinamento degli interventi statali connessi al turismo; l’indirizzo e il coordinamento delle attività promozionali svolte all’estero; la rappresentanza in sede di Consiglio dell’Unione europea in materia di turismo; vigilanza ed erogazione di incentivi alle imprese turistiche e di contributi agli Enti; sviluppo di progetti con enti pubblici e privati per promuovere la qualità del sistema turistico; elaborazione e diffusione della Carta dei diritti del turista, contenente informazioni sui diritti del turista e sulle procedure cui egli può ricorrere in caso di inadempienza contrattuale dei fornitori dell’offerta turistica; organizzazione, ogni due anni, della Conferenza nazionale del turismo che ha lo scopo di esprimere indicazioni relative alle politiche turistiche favorendo il confronto tra le istituzioni e i soggetti operanti nel settore; gestione del Fondo nazionale di garanzia per il consumatore di pacchetti turistici e del Fondo di rotazione per il prestito e il risparmio turistico al fine di erogare prestiti turistici a tassi agevolati e favorire il risparmio turistico delle famiglie e dei singoli con un reddito al di sotto di un limite prefissato.  Nel 1919 è stato istituito anche l’Enit, Ente Nazionale per l’Incremento delle Industrie Turistiche, oggi conosciuto come Agenzia nazionale italiana del turismo. Le attività attraverso le quali l’Enit persegue i suoi scopi istituzionali sono le seguenti: orientare l’offerta turistica nella scelta dei mercati, sia tradizionali che emergenti, attraverso l’elaborazione del Piano nazionale promozionale triennale e dei relativi piani esecutivi annuali, da sottoporre all’approvazione del Ministero vigilante; coordinare e realizzare programmi comuni con le Regioni e partecipare ai progetti integrati di promozione dotando le Regioni stesse di una struttura e di una rete internazionale al loro servizio; assistere e sostenere il sistema delle imprese turistiche nella commercializzazione dei prodotti da vendere all’estero e che necessitano di spazi commerciali, sedi espositive, workshop d’affari, opportunità di partecipazione a manifestazioni; attuare forme di collaborazione con gli Uffici della rete diplomatici- consolare e con le altre rappresentanze italiane all’estero; partecipare con altri enti e società anche private alla promozione del turismo, a garanzia di una maggiore economicità e funzionalità della sua azione. Dotata di autonomia statutaria, regolamentare, organizzativa, patrimoniale, contabile e di gestione, l’Agenzia nazionale del turismo è sottoposta all’attività di indirizzo e vigilanza del Dipartimento per lo sviluppo e la competitività del turismo. L’attività dell’Agenzia è diretta fondamentalmente a due categorie di clienti/utenti: – la domanda collettiva organizzata dagli operatori italiani e stranieri del settore: tour operators ed agenzie di viaggio, – la domanda individuale composta dai cittadini esteri, utenti potenziali od attuali, dei servizi turistici italiani. Per promuovere l’immagine unitaria dell’offerta turistica nazionale è stato anche elaborato dal Comitato Permanente di Promozione del Turismo, con il coordinamento della Direzione Generale Turismo del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo- MIBACT, il Piano Strategico del Turismo, PST, rispondendo all’esigenza di porre il settore turistico al centro delle politiche di sviluppo del Paese. Il compito di redigere il piano è affidato per legge, art. 4 DM 8/8/2014, al Comitato Permanente di Promozione del Turismo, composto da 39 membri tra cui rappresentanti delle istituzioni, delle amministrazioni centrali e territoriali, nonché di tutte le associazioni di categoria maggiormente rappresentative. In coerenza con l’articolo 117 della Costituzione, “la potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle Regioni nel rispetto della Costituzione, nonchè dei vincoli derivanti dall’ordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali”, il Piano conferma il ruolo primario delle Regioni nelle scelte fondamentali e nelle implementazione delle azioni del PST. I compiti regionali in materia turistica sono: programmazione, promozione e incentivazione del turismo regionale; difesa del territorio e valorizzazione del patrimonio naturale, artistico e culturale; realizzazione di Piani regolatori urbanistici per la localizzazione equilibrata delle imprese turistiche e di opere e servizi funzionali allo sviluppo dell’attività turistica; programmazione, coordinamento e realizzazione di manifestazioni culturali, artistiche e sportive; individuazione dei Sistemi Turistici locali introdotti dalla legge del 29 marzo 2001 n. 135, ossia “contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, caratterizzati dall’offerta turistica integrata di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate”. Attraverso un metodo aperto e partecipato, con un approccio diverso e innovativo, per migliorare la competitività turistica dell’Italia, il PST declina un nuovo “sistema organizzato”, a livello nazionale, dove tutte le Amministrazioni competenti, centrali e regionali, e tutti gli operatori del turismo italiano, pubblici e privati, contribuiscono, attraverso una pluralità di strumenti di condivisione, alla definizione del Piano. Per perseguire tali obiettivi si agisce su leve fondamentali come la valorizzazione del patrimonio culturale e territoriale, l’innovazione tecnologica e organizzativa, la capacità di adattamento alle trasformazioni del mercato, l’adeguamento delle competenze, le condizioni favorevoli per le attività imprenditoriali. Queste leve perseguono quattro grandi obiettivi generali:

  • Innovare, specializzare e integrare l’offerta nazionale
  • Accrescere la competitività del sistema turistico
  • Sviluppare un marketing efficace e innovativo
  • Realizzare una governance efficiente e partecipata nel processo di elaborazione e definizione del Piano e delle politiche turistiche

Naturalmente, per poter rendere operativo il Piano Strategico, il  “fare impresa” nel turismo è una buona via da perseguire, attraverso investimenti, crescita, competenze e integrazione di filiera “verticali” tra gli operatori nei vari comparti dell’industria turistica. Certamente, l’abusivismo e la sleale concorrenza rappresentano una criticità che attraversa molti comparti del settore turistico: ricettivo, ristorazione, balneare. Un quadro regolamentare funzionale allo sviluppo richiede una normativa e regolamentazione specifica in materia di tutela del consumatore, anche in termini di regolamenti e normativa regionale, inclusa l’integrazione con i controlli fiscali. Dal punto di vista operativo, le Linee di intervento si concretizzano in azioni che, in attuazione di quanto disposto dall’art. 4, comma 6, del D.M. 8 agosto 2014, sono sistematizzate all’interno di Programmi Attuativi Annuali. Lo stesso D.M. 8 agosto 2014 dispone, all’art. 4 comma 1, una durata del PST almeno quinquennale, prevedendone l’aggiornamento ogni due anni (art. 4 comma 5). Allo scopo di garantire una tempistica di realizzazione complessiva coerente con la tempistica di aggiornamento, il Comitato Permanente ha definito per il PST un orizzonte temporale di riferimento pari a sei anni. Sul piano internazionale esistono numerose organizzazioni e istituzioni che mirano al confronto e alla cooperazione tra cittadini, imprese, associazioni e Governi di diverse nazioni. Oltre alla già citata United Nations World Tourism Organization, (UNWTO), OMT, le organizzazioni turistiche internazionali si classificano in istituzioni governative e non governative. Le prime sono l’esito di trattati internazionali tra Governi, che fissano gli organi, le funzioni e le competenze delle istituzioni. Generalmente possiedono una propria personalità giuridica e particolari privilegi legali. Le organizzazioni governative si dividono in –generali: si occupano di tutte le relazioni che intercorrono tra gli Stati, ad esempio l’ONU, -speciali: accordi con contenuto specifico di collaborazione e cooperazione, ad esempio l’UNWTO  e regionali: raggruppano tutte le nazioni che operano in territori ben definiti, ad esempio l’EU.  Le organizzazioni non governative sono create da imprese, individui e associazioni, e il loro statuto nasce da un accordo volontario, non hanno fini di lucro e non godono di privilegi di legge, essendo soggette alle disposizioni vigenti nel Paese in cui si trovano. Si dividono per lo più in associazioni specializzate nella difesa dei diritti umani, Amnesty International, nel settore umanitario, Croce Rossa e nella protezione dell’ambiente, WWF.  In ambito turistico, l’associazione IATA, International Air Transport Association, è specializzata nell’organizzazione di imprese e industrie turistiche. Secondo i dati forniti dalla Iata, nel corso dell’assemblea generale,  per il 2016 sono stati calcolati 39,4 miliardi di dollari (35,2 miliardi di euro) di profitti per il trasporto aereo, quasi 3 miliardi in più rispetto alle stime di dicembre 2015. A primeggiare in termini di economia finanziaria, tra le varie regioni del mondo, è ancora il Nord America che genera la metà dei profitti (23 miliardi di dollari, pari a 20,5 miliardi di euro). Anche l’Europa mantiene salda la sua posizione , avendo chiuso l’anno con profitti per 6,8 miliardi di euro e una crescita intorno al 5,6%, superiore al valore che era stato stimato all’inizio dell’anno 2016.

Annaida Mari

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Bibliografia

Paolo Corvo, I mondi nella valigia, Introduzione alla sociologia del turismo, Vita e Pensiero, Milano, 2003

Caterina De Luca, Maria Teresa Fantozzi, Diritto e tecnica amministrativa dell’impresa turistica, Liviana Scolastica, 2012.

Luigi Walter Lezzi e Marco Capiluppi, Diritto e turismo 3, Corso di diritto e legislazione turistica, ed. Tramontana, Milano, 2013

  1. Franceschelli, F. Morandi, Manuale del diritto del turismo, Giappichelli, Torino, 2013

Chiara Alvisi, Il diritto del turismo nell’ordine giuridico del mercato, 2015

[1] Serv. Osservatorio Nazionale del Turismo – Redazione ONT, 19, 02, 2013

[2] W. Goethe, Viaggio in Italia, 1786-1788

[3] idem

[4] Dario Franceschini, Turismo digitale, il tax credit è legge, in “Corriere Comunicazioni”, 24/03/2015, http://www.corrierecomunicazioni.it/pa-digitale/33368